Cronaca di una follia alle 6 del mattino: 10 giorni con un "hater" fin troppo reale

Cronaca di una follia alle 6 del mattino: 10 giorni con un "hater" fin troppo reale

“Luoghi, persone e dettagli sono stati parzialmente alterati per tutela di tutti.”

1. Non è un hater, è un incubo

È da circa 10 giorni che sono minacciato di morte da un pazzo furioso. E chiariamo subito una cosa: non sto parlando di un fan di Montemagno.

No, sto parlando di FISICAMENTE un pazzo furioso.

2. La routine spezzata (Gli antefatti)

Per capire la situazione, bisogna conoscere la mia routine. La mia giornata inizia presto, molto presto. Poi intorno alle 5:45/6:00 sono già in strada. È il momento sacro della passeggiata con il cane: la città è ancora addormentata, c'è silenzio, o almeno c'era.

Questo tizio lo vedo spesso da tempo. È un vagabondo, non abita nel quartiere, ma ci gravita. Fino a poco tempo fa era solo una figura di sfondo. Non mi aveva mai rotto le scatole, se non per uscite surreali. Si avvicinava e mi faceva domande a caso, tipo: "Sai com’è fatta la plastica?". Oppure attaccava con curiosità quasi scientifiche su usi e costumi della cocaina. Discorsi da pazzi, certo, ma fino a quel momento innocui.

3. L'evento scatenante: "Sai la differenza?"

Tutto è cambiato una decina di giorni fa. Solita ora, solita passeggiata col cane. Lui si avvicina, ma l'aria è diversa. Mi guarda e mi chiede a bruciapelo: "Tu la sai la differenza tra minaccia, intimidazione e avvertimento?"

Rimango spiazzato. Gli rispondo onestamente che non ho idea dei cavilli legali che differenziano le tre cose, ma che se gli serve saperlo posso cercare online. Lui risponde secco: "No". Si gira e si allontana.

Sembra finita lì, ma pochi istanti dopo torna. In mano ha una bottiglia di birra. Inizia a urlare che io rovino il quartiere. Io, che ci abito. Lui, che vagabonda, accusa me. Il delirio sale di livello: urla che deve uccidermi. Poi, il gesto fisico. Scaglia la bottiglia con violenza per terra, facendola esplodere a pochi passi da me e dal mio cane.
In questo momento, sono intervenute altre figure del quartiere.

  • Il Fioraio: Vende a bordo strada e ha assistito alla scena. Si è subito interessato, anche perché scopro che ha il dente avvelenato: questo tizio gli ha fatto scappare diversi clienti con i suoi modi aggressivi.
  • Il Proprietario del Bar: È dove faccio colazione abitualmente. Si è mostrato solidale e mi ha detto che, nei giorni seguenti, avrebbe provato a dialogare con questa persona per calmarla.

E poi c'è il Garzone del bar. Lui è un punto interrogativo gigante. Non lo capisco ma ne parleremo dopo.

4. Cambio strategia: la trappola della pizzetta

Dopo l'incidente, decido di fare la mossa "smart": sposto la sveglia. Invece di uscire alle 5:45, esco alle 6:45. Il ragionamento fila: più gente in giro, negozi aperti, il barbone dovrebbe essere meno molesto. Se dovesse avvicinarsi, avrei testimoni e rifugi sicuri per evitare che il mio cane reagisca (passando noi dalla ragione al torto in un secondo).

Tre giorni dopo, verso le 7:15, il piano sembra funzionare, non lo becco da giorni e sono tranquillo. Passo davanti al panificio, sento profumo di pizzette calde e mi lascio tentare dalla gola. Ne compro una da portare a lavoro. Tutto bene, finché non sto per uscire che mi blocco alla cassa.

Lui è lì fuori. Mi fissa. Inizia a battere ritmicamente un pezzo di legno (poi mi dicono fosse un martello) contro una colonna, inveendo con una rabbia nei miei confronti. Resto immobile, pietrificato con la mia pizzetta in mano, aspettando che si allontani. Appena scende e va verso altri lidi, io vado verso casa, letteralmente 180 gradi rispetto alla sua direzione.

Passo dal bar per riprendere fiato. I gestori mi rassicurano: "Gli abbiamo parlato, stai tranquillo.". Alchè gli faccio notare che fino a qualche minuto fa avesse continuato le minacce e loro mi rassicurano dicendo "Non ce l'ha con te, fa così con tutti, è solo scena, non farà niente" faccio finta di niente, nonostante noti l'assurdità della risposta, ma nella testa ho solo l'immagine del tacchino induttivista ( NDR: il tacchino pensa che il contadino sia suo amico perché gli dà da mangiare ogni giorno, finché non arriva il Giorno del Ringraziamento e gli tira il collo). Ecco, loro sono convinti che non farà niente perché finora non ha fatto niente. Io preferirei non essere il tacchino.

5. Domenica bestiale e buchi spaziotemporali

Arriviamo a domenica scorsa (tre giorni fa). La domenica è il giorno peggiore: città deserta, negozi chiusi, strategia della folla annullata. Lo vedo. Mi vede. Parte una corsa per raggiungere me e il cane. L'unica mia salvezza è il fioraio ambulante: cerco di raggiungerlo per creare una situazione di "gruppo". Il tizio ci raggiunge comunque e mi urla la sua perla filosofica del giorno: "Tu la sai la differenza tra morire con un mitra o con un coltello?". Per dovere di cronaca, ho evitato di rispondere anche a questa minaccia posta in modalità quiz.

Ma il vero capolavoro dell'assurdo avviene oggi, mercoledì. Incontro il Garzone del bar. Un bravo ragazzo, uno con cui chiacchiero spesso. Mi ferma con aria complice.

"Spero che avete risolto con Giovanni" (nome di fantasia). Lo guardo stranito: "Guarda, onestamente non ho nulla da risolvere. Non lo conosco, non gli ho fatto nulla. Spero solo smetta di rompere le palle".

Lui mi guarda, fa una pausa teatrale e se ne esce con un ambiguo: "Vabbè ma capiscilo, lui mi ha detto che qualcosa hai fatto". Mi si accende la curiosità. Finalmente scoprirò qual è il mio crimine! "Dimmi, cosa avrei fatto? Così capisco".

Silenzio. Mi fissa. "Dai, ci siamo capiti".

Io, allibito: "No guarda, realmente, non ho capito". Lui insiste, ammiccando: "Ci siamo capiti, eh?". Mi faccio serio, quasi duro: "Senti X, sono serio. Spiegati meglio, non voglio fraintendimenti".

E qui, la rivelazione: "Sì... ti ha confuso con un'altra persona". Resto F4-basito. Quindi avrei dovuto capire da uno sguardo "ci siamo capiti" che ero vittima di uno scambio di persona? Ma il bello deve ancora venire. Il Garzone si gonfia il petto: "Comunque visto? Grazie a me non ti sta dando più fastidio. Io vorrei tanto che faceste pace".

Io: "Ti ripeto, non voglio farci pace, voglio che mi ignori. Comunque, quando ti ha detto che avrebbe smesso?". Lui: "Eh, circa 15 giorni fa".

Il mio cervello va in crash. "Scusa... questa storia è iniziata 10 giorni fa. Come fa ad aver risolto 5 giorni prima di iniziare?". Lui mi guarda come se fossi io quello strano. Io insisto: "Guarda che domenica, cioè 3 giorni fa, mi ha rincorso parlando di mitra e coltelli".

Lui risponde con tono solenne, chiudendo il discorso: "Vabbè, domenica... quindi tipo 10 giorni fa! Quindi buono, è ormai una settimana che non ti disturba. Dai, ci siamo capiti".

Ci siamo capiti cosa? Evidentemente vive in un fuso orario tutto suo.

6. L'impotenza: Il Commissario Winchester

Ed eccomi qui. Da 10 giorni, un uomo instabile mi ha preso di mira, forse scambiandomi per un altro, forse no. Il problema vero è che non so cosa fare.

  • Denunciare? Spesso con i nullatenenti è inutile. Mi immagino già in questura a dire "C'è uno che forse si chiama Giovanni che dice di volermi uccidere". L'unico risultato che visualizzo è il meme del Commissario Winchester dei Simpson che scrive sulla macchina da scrivere invisibile.
  • Affrontarlo? Sono più grosso di lui e ho un Akita di 35 chili, ma non ne vale la pena. Basta un niente per passare dalla parte del torto.
  • Ignorarlo? E se la prossima bottiglia o il prossimo martello non finiscono contro il muro ma addosso a me?

Sono bloccato in un limbo grigio, mentre la mia routine mattutina si è trasformata in una missione di ricognizione in territorio ostile, rassicurato da un garzone che vive in una dimensione temporale parallela.