Pokémon TCG: La Borsa di Wall Street per Chi Non Sa la Matematica
Trilogia del Disagio TCG - Parte 1
Questo è il primo capitolo di una serie in tre atti/pensieri dedicati a scoperchiare il vaso di Pandora del mondo dei Trading Card Games. Analizzerò i tre grandi filoni e i loro peccati capitali dal mio punto di vista:
- Pokémon: Il tempio del gioco d'azzardo minorile e della speculazione folle (questo articolo).
- Magic: The Gathering: Il gigante muto, ovvero come avere il gioco migliore del mondo e una content creation ferma al 2005 o alle mani di inetti.
- Riftbound e i Nuovi TCG: La bolla dei "Magic Killer", tra promesse non mantenute e mercati che nascono morti.
Pokémon TCG: La Borsa di Wall Street per Chi Non Sa la Matematica (e Ha Problemi di ludopatia)
Benvenuti nel magico mondo dei Pokémon, dove nessuno gioca, nessuno conosce le regole del gioco, ma tutti sanno a memoria il grafico dell'andamento prezzi di un Charizard ex 151 su Cardmarket. Quello che è nato come un gioco di carte collezionabili per bambini si è trasformato in un schema Ponzi decentralizzato basato sulla nostalgia e sull'analfabetismo statistico.
È ora di dire la verità: il Pokémon TCG non è più un hobby. È un casinò non regolamentato dove la "House Edge" (il vantaggio del banco) è così alta che fareste meglio a giocare alla roulette russa.
1. Il Gioco Fantasma: Collezionisti che Non Sanno Leggere
La prima, enorme red flag di questo mercato è che nessuno gioca. Se andate in un negozio di fumettio una ludoteca durante un torneo di Magic o Yu-Gi-Oh, vedete gente che suda, impreca e paradossalmente tocca le carte. Il "collezionista" medio di Pokémon, invece, tratta le carte come se fossero uranio arricchito. Il suo obiettivo non è costruire un mazzo forte, ma trovare una carta, chiuderla in una tomba di plastica rigida (slab) e non toccarla mai più, sperando che un giorno valga quanto un bilocale in centro.
Abbiamo creato un mercato secondario mostruoso per pezzi di gioco che non vengono giocati. È come se il mondo impazzisse per collezionare pezzi degli scacchi, facesse salire il prezzo di un Cavallo Nero a 500 euro, ma nessuno sapesse come si muove sulla scacchiera. È una bolla speculativa basata sul nulla cosmico.
2. L'Illusione del "Bene Rifugio" e i Guru del "Sealed"
Qui entriamo nel territorio della psichiatria finanziaria. C'è gente convinta che comprare scatole di carte (Booster Box) e tenerle sigillate ("Sealed") nell'armadio sia una strategia di investimento paragonabile all'oro o all'S&P 500.
Questi "investitori" fanno cherry-picking storico: "Eh, ma se avessi tenuto chiuso un box del Set Base del 1999 ora sarei ricco!". Grazie al cazzo, genio. Nel '99 nessuno sapeva che sarebbero diventati rari, per questo lo sono.
Oggi, con milioni di persone che stivano box dei set di Scarlatto e Violetto in cantina sperando nel miracolo, l'offerta futura sarà talmente alta che i vostri "investimenti" varranno quanto la carta igienica durante il lockdown.
State pagando il sovrapprezzo della speculazione attuale sperando in una speculazione futura. Non siete Warren Buffett, siete dei magazzinieri non pagati per la The Pokémon Company. O peggio, siete gente che va da Fineco a chiedere un prestito non per aprire un’attività, ma per comprare un Umbreon o un box sigillato, convincendosi che sia "asset allocation".
Perché orde di trentenni comprano scatole di carte (Booster Box) e le tengono sigillate nell'armadio come se fossero lingotti d'oro? Non è solo avidità. È disperazione generazionale.
"Perché orde di trentenni comprano queste scatole e le tengono nell'armadio come se fossero lingotti d'oro? Non è solo avidità. È disperazione generazionale. I nostri genitori, con uno stipendio solo, compravano casa e mantenevano due figli, ma avevano solo un televisione da 22 pollici perche' solo uno dei due lavorava. Noi oggi invece abbiamo la TV da 65 pollici in salotto, ma siamo in affitto a vita perché le case sono inaccessibili.
Il "Booster Box" da 150 euro è diventato un investimento di consolazione. Buttiamo i risparmi nel cartone colorato sperando che sia il biglietto della lotteria che ci pagherà la pensione che non avremo. È la ricerca della gratificazione istantanea travestita da piano finanziario.

3. Matematica da Gratta e Vinci (Ma Peggio)
Parliamo di numeri, quelli che fanno male. Una bustina costa circa 5-6 euro. Un Gratta e Vinci costa 5 euro. La probabilità di recuperare i soldi con un Gratta e Vinci è bassa, ma è regolata dai Monopoli di Stato e le odds sono pubbliche. La probabilità di "andare in pari" sbustando Pokémon è astronomicamente più bassa.
Per trovare la "Chase Card" (la carta rara che vale soldi) devi spesso aprire centinaia di pacchetti. Spendi 500 euro per trovarne una che ne vale 100. È ludopatia, pura e semplice. Ma siccome c'è sopra Pikachu e non una ciliegia o un numero fortunato, la società non lo vede come azzardo. È "collezionismo". Se compri 10 Gratta e Vinci al giorno sei un disperato da aiutare. Se compri un Box da 150 euro per "sbustare" in live, sei un "content creator". La sostanza è la stessa: stai buttando soldi in un sistema progettato per farti perdere.
Vi racconto una scena vista in fumetteria che riassume il delirio. Un ragazzo stava comprando un Booster Box di Evoluzioni a Paldea a 170 euro. Il suo obiettivo? Trovare il Magikarp "Illustrazione Rara", una carta che singola si compra comodamente a 110 euro. Fermatevi a riflettere. Questo genio sta partendo con un deficit matematico immediato di 60 euro nella migliore delle ipotesi. Sta pagando 170 per la speranza di averne 110. La scusa è sempre la stessa: "Eh, ma magari nelle altre buste trovo altra roba". Spoiler: non trovi altro. Il resto è bulk, carta straccia che vale centesimi. La verità è che se voleva il Magikarp, comprava il Magikarp. Ma lui non vuole la carta, vuole la dopamina dello strappo. Sta pagando una tassa sulla stupidità per il brivido di spacchettare, mascherando la ludopatia da "ricerca". Se gli va di lusso, esce dal negozio con un pesce disegnato e un pugno di altre carte da 10 euro, gridando "WORTH IT!". Se gli va male (statistica alla mano), torna a casa con 170 euro di cartone da riciclo e la disperazione di aver bruciato un sesto di stipendio.

4. La Mafia della Distribuzione e gli Scalper col Garage Pieno
Un altro problema è che il mercato è marcio alla radice, partendo dalla distribuzione. Siamo arrivati al paradosso in cui i distributori ufficiali chiudono i conti o limitano le forniture ai negozi fisici (quelli che pagano affitto, tasse e tengono in piedi la community), ma vendono sottobanco ai privati e agli scalper.
Lo scalper è il parassita perfetto: ha il garage pieno di merce, non paga l'INPS, non paga l'affitto, non paga la TARI. Può permettersi di rivendere a prezzi che uccidono il negozio. Il negozio deve giustificarsi col cliente ("Non mi è arrivato il prodotto"), mentre il privato su Vinted ne ha 50 copie. È una guerra tra poveri orchestrata da una distribuzione miope che preferisce il guadagno facile e in nero oggi, distruggendo i luoghi di aggregazione di domani.
5. Il Far West di TikTok: "No Gambling" (Sì, Certo)

Il girone infernale più profondo è TikTok. Qui, sedicenti negozianti aprono live con la scritta ipocrita "NO GAMBLING" o "Vietato ai minori", per poi procedere a fare esattamente gioco d'azzardo per ore.
- Mystery Box: Il modo più vecchio del mondo per un negozio di liberarsi della spazzatura invendibile. Ti vendono una scatola a 100 euro promettendo "valore garantito", e dentro ci trovi 90 euro di carte che nessuno vuole nemmeno regalate. È diventata una tassa sulla stupidità.
- Giochi di "abilità" (scam): Ruote della fortuna, "lotte tra carte", estrazioni randomiche. Sono lotterie illegali gestite da tizi in cameretta senza alcuna licenza AAMS.
- Ghosting e truffe: Gente che paga, o vince fantomatiche challenge e viene bloccata.
6. Gli "Astrologi dei Grafici": La Pseudoscienza Finanziaria
Come se non bastasse il gambling, su YouTube è nata una casta di "Esperti di Poké-Finanza" che analizzano il mercato come se fosse il NASDAQ. Usano termini altisonanti (stonks, market cap, ROI, correzione) per descrivere le fluttuazioni di prezzo di un pezzo di cartone. Il problema? Non hanno la minima idea di cosa stiano parlando.
Ho provato personalmente a chiedere a questi "guru": "Scusa, ma per questo tipo di analisi quantitativa non sarebbe meglio usare la mediana invece della media, visto che la distribuzione dei prezzi è asimmetrica? Che studi hai fatto di statistica inferenziale o bayesiana?". La risposta è stata agghiacciante: "Non vengo dal mondo accademico, studio il mercato osservando i dati di Cardmarket e Vinted. Le mie analisi sono pratiche e basate sull'esperienza diretta, più che sulla teoria statistica."
Traduzione: "Tiro a indovinare guardando due linee colorate." In finanza, l'analisi "pratica" senza basi matematiche si chiama oroscopo. Senza capire la deviazione standard, la liquidità o la manipolazione del mercato, questi canali non fanno analisi: fanno il tifo. Spesso con un conflitto d'interessi grande quanto una casa, visto che consigliano di investire in nicchie (come le carte Coreane) che casualmente loro stessi vendono nei loro shop.
7. La Dittatura del Charizard e l'Effetto Logan Paul
In un mercato sano, il valore è dettato dalla rarità o dall'utilità. In Magic: The Gathering, se una carta come Shuko schizza di prezzo, è perché è uscita una nuova combo rotta (vedi Nadu) che ti fa vincere i tornei. C'è una logica: "Compro perché mi serve per giocare".
In Pokémon, la logica è stata sostituita dalla schizofrenia degli influencer. Prendiamo il caso da manuale di Seismitoad (illustrato da Shinji Kanda) del set Luce Nera. Qualche youtuber ha urlato al complotto notando un presunto "666" nell'artwork. Risultato? Il gregge è impazzito. Una carta da 7 euro è schizzata a 150 euro in due giorni per pura pareidolia satanista, per poi crollare lasciando tutti col cerino in mano.

E non contenti, ci sono ricascati con Solosis. Perché è salito? Perché assomigliava vagamente al "Bubble Mew" (stesso artista). Da 2 euro a 13 euro per una somiglianza estetica pompata da video YouTube. È un mercato dove la realtà non conta più. Conta solo l'hype artificiale creato per vendervi le carte che gli influencer hanno già comprato a poco prezzo.
8. Confessioni di un Collezionista (Skin in the Game)
Vi dico tutto questo non perché io sia un hater che rosica dall'esterno. Anzi. Ho l'armadio pieno. Possiedo il Masterset di 151, di VSTAR Universe, di Terastal Festival e set base. Ho "Skin in the Game". E sotto alcuni punti sono parte del problema.
Ma proprio perché ci sono dentro fino al collo, vedo il marcio. Io colleziono perché mi piace l'artwork, perché sono cresciuto con il GameBoy in mano. La differenza è che io non mi racconto la favola dell'investimento. So che sto spendendo soldi in figurine, non sto costruendo un fondo pensione. So che è una spesa a fondo perduto per il mio piacere personale, non un asset finanziario.
Conclusione
Se ti piace Pokémon, compra le carte singole che ti piacciono e mettile in un album. Goditi l'arte. Ma se pensi di "investire", se segui i consigli finanziari di chi non sa calcolare una media ponderata, o se passi le notti a guardare gente che urla su TikTok per una carta olografica... fermati. Non sei un imprenditore. Sei un giocatore d'azzardo che ha scelto il casinò con le probabilità di vincita peggiori del mondo.